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La sfida ecologica

Chi si occuperà in futuro delle nostre aree di montagne?

Da decenni in Svizzera ogni giorno falliscono 4-5 aziende agricole, di cui la maggior parte sono ubicate nelle zone montuose. Le parti più produttive del territorio vengono solitamente acquisite dai contadini rimasti, ma non le zone più ripide e improduttive dei pendii, dove bosco e  radure, nella maggior parte dei casi, si intersecano vivacemente. Dal punto di vista ecologico ed estetico queste sono, spesso, le zone più preziose.

La popolazione di montagna che si occupa ancora dell’agricoltura invecchia sempre di più e anche nell’economia forestale, a causa dell’estrema tendenza al risparmio, vi è una sempre minore disponibilità di persone e mezzi. Così sono sempre meno le persone in grado e disponibili a sfruttare e prendersi sufficientemente cura delle aree alpine, con conseguenze fatali:

I paesaggi culturali alpini che scompaiono sono insostituibili

Sembra siano in pochi a comprendere la portata di questo fenomeno. Già adesso ampi tratti di terreno sono incolti,  si inselvatichiscono e si trasformano in bosco, provocando irreparabilmente la scomparsa di preziosi elementi paesaggistici e di beni culturali delle valli alpine; un importante capitale anche per il turismo, che costituisce la base di sopravvivenza per la maggior parte degli abitanti di montagna rimasti. Con il variegato paesaggio culturale scompaiono anche gli habitat naturali di numerose specie animali e vegetali e aumentano i pericoli naturali.

Il nostro obiettivo ecologico

Fatti, non parole

Per salvare il patrimonio ricco di tradizioni del nostro paesaggio culturale alpino, nei prossimi anni dovranno essere intraprese nuove strade.
Sarà necessario sensibilizzare ampiamente i giovani verso questi problemi e coinvolgerli attivamente nella cura e nell’utilizzo delle aree di montagna, un’ulteriore motivazione che sta alla base dell’operato del Laboratorio Bosco di montagna.
Con questo obiettivo di apprendimento davvero unico, i giovani hanno la possibilità di comprendere le basi dell’ecologia, di costruire un rapporto saldo con le basi naturali della nostra esistenza e di comprendere meglio anche le dimensioni globali della tematica ambientale.

In base al motto secondo cui si possono proteggere solo le cose che si conoscono e che ci si impegna solo per ciò che si ama, desideriamo dare un contributo attivo a una formazione umana e ambientale che sia ancorata alla vita e alla sfera emotiva, che vada oltre la semplice conoscenza e che sia finalizzata a un agire responsabile.

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